Non è stato proprio al centro del ciclone al TvFestival di Montecarlo Zachary Levi, ma si è concesso qualche intervista. Grazie alla traduzione di Giulia ve ne presentiamo una di Ozap in cui Zac ci parla di Chuck, del suo tour europeo e della musica. Vi regaliamo dopo l’intervista ancora 2 video girati dai fan a Monte Carlo in cui Zac saluta fan non presenti, trovate tutto cliccando
D: Ho visto le tue foto di Parigi su Facebook! Era la tua prima volta qui?
R: Si! Prima volta a Parigi, prima volta anche in Europa! Ho quasi 30 anni, la maggior parte dei miei amici ha visitato l’Europa, e io non l’avevo mai fatto. Quindi mi sembrava di essere un po’ in ritardo!
D: E hai avuto il tempo di metterti in posa con il tuo migliore amico e di fargli imitare tutte le statue del Giardino delle Tuileries?
R: (Ride) Sì, sì. Volevamo andare al Louvre, ma avevo da fare un po’ più tardi, quindi non avremmo avuto abbastanza tempo. Eravamo lì davanti, era il primo giorno di sole del nostro soggiorno, abbiamo visto le statue e il mio amico Eric ci si è messo a fianco e abbiamo scattato le foto!
D: E’ la prima volta che hai avuto l’occasione di viaggiare nel mondo per promuovere una serie?
R: Sì, in realtà non avevo pensato di fare tutto questo gran giro! Tutto è cominciato da un viaggio promozionale a Milano e a Madrid, che non doveva durare più di una settimana. Poi non avevo più niente di programmato, ma discutendo con degli altri amici attori, quando questi mi hanno chiesto se sarei andato a Monte-Carlo io ho risposto loro che non sapevo cosa ci fosse lì. E un fan su Twitter mi aveva fatto la stessa domanda…quindi ho chiamato la mia agente e gliel’ho chiesto e lei mi ha risposto che c’era il Festival della Televisione e che non pensava che sarei voluto andarci, perciò non me l’aveva neanche proposto. Al che le ho detto “Perchè no?”! Ho degli amici lì e sarebbe una buona occasione per visitare Monte-Carlo!
D: Nelle foto si vedono persone parlarti per strada. Suppongo che sia stato loro d’aiuto il fatto che tu interpreti uno dei personaggi più gentili e avvincenti del piccolo schermo?
R: Sì, le persone sono molto simpatiche! Però a volte sono troppo agitate! L’altro giorno stavo facendo una foto con una ragazza e lei tremava tutta. Allora le ho detto “Non preoccuparti, non mordo mica!”
D: Forse pensava che tu fossi uno degli attori di “The Vampire Diaries”!
R: Sì, sicuramente! Avrà pensato che ero Paul Wesley. Dev’essere per questo. No, seriamente, i fans sono sempre stati adorabili con noi. Abbiamo dei fans molto speciali, che ci hanno molto sostenuto, che si sono battuti per noi e sono persone davvero gentili. Quindi quando qualcuno mi dice , mi fa sempre piacere. Davvero poche persone hanno un lavoro grazie al quale la gente viene a complimentarsi con te. Non conosco nessun…tassista, per esempio, a cui si dice . No, questo non capita mai, per questo l’apprezzo particolarmente.
D: Come descriveresti l’evoluzione della serie e del tuo personaggio nel corso delle tre stagioni?
R: La serie e il personaggio si sono evoluti insieme. Dalla prima alla seconda stagione Chuck era un ragazzo ed è diventato un uomo, dalla seconda alla terza era un uomo ed è diventato una spia. E penso che, forse, nella quarta, diventerà…un’ottima spia! Non so cosa succederà, non ho ancora parlato con Josh Schwartz o con gli sceneggiatori. E la cosa buona è che non sappiamo quale stagione sarà l’ultima, quindi siamo costretti a evolverci, a crescere, e i nostri personaggi sono tutti dinamici, nel senso che si evolvono anch’essi. Per un attore questo è il massimo!
D: Tu hai firmato dopo aver letto un episodio pilota, con una vaga idea di cosa sarebbe potuto succedere solo in seguito. Hai avuto paura che gli sceneggiatori non sarebbero riusciti a mantenere una certa qualità nella scrittura, o che non avrebbero mantenuto la stessa rotta nelle stagioni seguenti? Ci sono moltissime serie il cui progetto è interessante, ma che poi peggiorano…
R: Vedi, è la stessa cosa per tutte le serie. Ci facciamo sempre queste domande: questa serie ha l’aria di essere geniale, ma resterà così andando avanti col tempo? Quando ho letto il copione di Chuck sapevo che era veramente, veramente geniale. E quindi ero pronto a correre il rischio. E mi sono detto che se gli sceneggiatori sarebbero riusciti a mantenere la rotta, non ci sarebbe stato nessun problema. E fino ad ora va tutto bene. Abbiamo sempre dei fans che ci sostengono moltissimo.
D: Come spieghi gli ascolti, che sono ben lontani dall’essere eccezionali?
R: E’ vero, hai ragione, gli ascolti sono bassi. E onestamente non so perchè…Tutte le serie sono uniche. Penso a Arrested Development, per esempio. La serie ha vinto degli Emmy Awards, è stata straordinaria. E nonostante questo nessuno la guardava. Un sacco di gente ha detto che la Fox sarebbe stata folle a cancellarla, ma poco importa il numero di premi che la serie vince, se nessuno la guarda. Gli inserzionisti non vogliono rischiare, quindi la catena perde del denaro e il prodotto non è più buono.
D: E Chuck non riceve più dei premi…
R: No, è vero. Ma siamo riusciti a conquistare parecchi critici e abbiamo anche dei fans che amano molto la serie. Penso che sia una serie divertente. Mi piacerebbe vincere dei premi, sicuramente. Ma anche se siamo stati considerati divertenti, saremo sempre in una posizione un po’ strana, incastrati fra il drama e la comedy. La terza stagione d’altronde, secondo me, è stata molto più drammatica delle prime due. E tuttavia siamo sempre considerati come una comedy. Non so se da parte mia voterei per la nostra serie in quella categoria! Per me la migliore comedy è qualcosa che propone molta molta molta commedia, dove si ride parecchio! E noi non siamo così. Facciamo ridere sì, ma nella serie c’è anche del romanticismo, del dramma, dell’azione e un sacco di altre cose. E se fossimo nella categoria miglior drama…non so. Desperate Housewives è stato un po’ nella stessa situazione all’inizio, ma gli ascolti erano così alti che la gente non ha esitato a votare per la serie. Confesso che non so perchè non riceviamo più dei premi. E non so neanche perchè gli ascolti dell’ultimo episodio siano calati così tanto. Sono delle cose che si notano, interessanti, ma io non posso farci niente. Quindi in fin dei conti…
D: Tu continui a fare il tuo lavoro?
R: Esattamente, sì.
D: Ma dev’essere frustrante…
R: Beh sì, è frustrante, perchè secondo me si deve sapere quando dire addio. E quando sempre meno gente guarda una serie, bisogna sapersi ritirare con grazia. Detto ciò adoro i fans, e mi piacerebbe continuare ma non è abbastanza…
D: Ma quando la qualità è sempre quella, bisogna continuare! Non come certe serie…
R: No, evidentemente. E non parlo per forza di Chuck. Ma forse riguarda anche noi, non so. Bisogna sempre rimettersi al pubblico. Il divertimento è per lui, non per me, nè per Josh Shwartz o la Warner Bros o per la NBC. Il divertimento deve essere fatto per il pubblico. Se risponde sai che la cosa è stata fatta bene. E se non risponde allora bisogna cambiare qualcosa. Vedi, è molto strano. Siamo stati rinnovati per una quarta stagione e subito dopo l’annuncio abbiamo avuto dei punteggi ancora più bassi, e questo mi ha molto sorpreso. Vedremo cosa porterà la prossima stagione, cosa la NBC farà di noi. Ma noi non possiamo farci niente!
D: Se mai Chuck si fermasse, che farai? So che hai registrato un duetto con Katharine McPhee, finalista di American Idol nel 2005…La musica è una carriera che potresti considerare?
R: E’ qualcosa che potrei fare nella mia carriera, ma non l’unica, no. Non so se potrò lasciare la recitazione per diventare cantante…ma chissà, forse non m’ingaggeranno più come attore (ride). Penso che bisogna considerare i pro e i contro di tutte le opzioni, vedere che porte si aprono…
D: E questa porta come si è aperta?
R: Ero a New York per promuovere Chuck lo scorso gennaio, quando la serie era appena ritornata sulla NBC. E Katharine McPhee era lì anche lei, con dei suoi amici, fra i quali un mio caro amico, autore, regista e attore. Non ci vedevamo da un po’ di tempo, quindi abbiamo chiaccherato un po’. Avevo già incontrato Katharine una volta in precedenza, è adorabile e chiaramente piena di talento. Quindi abbiamo fatto ognuno la propria promozione e quanche giorno dopo ho ricevuto un email da questo amico in comune che mi ha detto
- avevo cantato al suo matrimonio, il microfono era aperto e le persone potevano cantare delle canzoni per gli sposi…
D: Ah quindi non era una prestazione dovuta a un tasso alcolemico troppo elevato…
R: No, no, per niente. Avevo bevuto un po’ forse, si sa che aiuta sempre a darsi un po’ di coraggio! (Ride) Dunque…m’ha detto che aveva parlato a Katharine di me e che le aveva detto che cantavo e pure molto bene. Gli avevano risposto che consideravano l’idea di registrare un duetto per il suo album e quindi me l’ha proposto. Mi sono detto…perchè no! Sarà divertente! Penso che questo duetto è molto diverso per me e per lei. Per lei, l’industria discografica va molto male e serve davvero avere qualcosa che possa differenziarti dagli altri. Quindi cantare con l’attore di Chuck è servito a questo. E mi va benissimo. Per me è stato per divertirmi, per provare l’esperienza, vedere se la mia voce andava bene, se la gente ne sarebbe stata entusiasta o meno.
D: Era un modo di testare l’accoglienza del pubblico in caso fossi diventato cantante insomma…
R: Sì, assolutamente. Perchè arrivare con un album completo e dire “Ehi guardate, io canto!” …il pubblico non dev’essere per forza ricettivo. Avevo già visto questo genere di cose accadere per un sacco di attori. Gli attori non sono molto ben accolti come cantanti, mentre per quanto riguarda il contrario i cantanti sono piuttosto ben accolti come attori. Quindi da parte mia non ne ho molto parlato, nè l’ho promosso particolarmente. Ho atteso di vedere la reazione che era stata riservata al titolo, che era piuttosto buona…dunque forse farò qualcosa sì. Mi piacerebbe molto. Ma non voglio fare un album giusto per darmi una pacca sulla spalla e congratularmi con me stesso. Voglio farlo perchè la gente ha voglia di ascoltarlo. Dev’essere per loro, non per me.




grazie