Series Finale: Yvonne per THR

By in February 14, 2012 • Filed in: Interviste

Eccovi un’intervista pre finale fatta da The Hollywood Reporter alla nostra Yvonne Strahovski. Potete leggere la traduzione cliccando
Nella nuova campagna pubblicitaria per Sobe, sei nuda e ricoperta di vernice Com’è stato?
Yvonne Strahovski: In realtà è stato abbastanza divertente. Devo ammettere che è stato un po’ liberatorio. L’artista lavora su di te per circa sei ore. È un disegno personalizzato fatto a mano. Stavo per dire un completo, ma… non è un vero e proprio completo. Lo è e non lo è. Ti sembra di indossare qualcosa, quando invece è solo vernice. Abbiamo girato a Miami. È stata come una mini vacanza. Lo abbiamo fatto per lanciare la nuova SoBe Lifewater all’acqua di Cocco e i tre nuovi gusti che stanno lanciando. È stato divertente e altre foto usciranno su Sports Illustrated il 14 di Febbraio, credo. Ci sarà anche un bell’articolo.

Il tuo film, Killer Elite, è appena uscito in DVD e tu parli con il tuo accento originale. È più facile recitare quando non devi concentrarti sul fatto di avere un accento americano, come in Chuck?

Strahovski: Vedi, è divertente. Credo che in teoria il tuo discorso avrebbe un senso, ma siccome ho recitato con l’accento americano per tanto tempo, cinque anni, è stato in realtà strano fare il mio. In effetti, ho quasi dovuto ricordarmi di non fare l’accento americano perché ormai mi viene naturale. È stato quasi più uno sforzo il dover parlare nel mio modo naturale, all’inizio. Non sono abituata ad usarlo davanti alla telecamera.

Chuck è terminato i primi di Dicembre. Come è stato per te?

Strahovski: Oddio, è stato come un otto volante di emozioni. Devo dire che è stato davvero… non so se sono mai riuscita ad affrontare un’intervista parlando della fine della serie senza scoppiare a piangere. È stato molto, molto emozionante. Sapevo che lo sarebbe stato. Solo non mi aspettavo che lo sarebbe stato così tanto. Dopo cinque anni, si diventa una famiglia. Affronti alti e bassi insieme, è come essere consanguinei. Quindi quando siamo arrivati alla fine è stato come strappare un cerotto, è stato come ritrovarsi all’ultima scena all’improvviso. È interessante, ora che abbiamo preso strade diverse, realizzare che vedevo quelle persone ogni giorno e adesso sta a me decidere di continuare a vedere quelle persone e mantenere le amicizie. È stato molto emozionante.

Tra Chuck e Sarah c’è spesso un linguaggio infantile. È quello il prossimo, logico passo per la coppia?
Strahovski: Direi che è un passo logico, sì. Sono sicura che se ci fosse stata una sesta stagione avremmo avuto un bambino. Sarebbe una normale evoluzione, secondo me.

La prima parte del finale di due ore si intitola “Chuck Verus Sarah.” Cosa succede?
Strahovski: Sì, credo di poter dire che a Chuck viene portato via qualcosa. Criptico, non è vero? Avrà senso quando lo vedrai. Qualcosa viene portato via e ciò ci ha indotto a chiamare l’episodio “Chuck versus Sarah”. Mettiamola così.

Cosa renderà impazienti i fan, mentre la serie giunge a una conclusione?
Strahovski: Li terrà sicuramente con il fiato sospeso, a chiedersi come andrà a finire o se finirà bene o male. È molto sentita e ci sarà un elemento tragico che in qualche modo porterà al finale. Avrà un senso quando lo vedrai.

Quali sono le possibilità di un film su Chuck?
Strahovski: Ci sono sempre più storie da raccontare. Se qualche idea venisse fuori, sono sicura che la maggior parte dei membri del cast, se non tutti, sarebbero disposti a fare una cosa del genere. Ci amiamo. Siamo un gruppo molto unito, anche con la crew. È una vera e propria comunità quella che abbiamo creato tra noi e i fan. Credo che se ci fosse la possibilità, saremmo tutti disponibili.

A parte le relazioni, cosa porti con te di Chuck, dal punto di vista della carriera?
Strahovski: E’ stato come un avvincente campo di addestramento, in qualche modo. Essere in una fiction di un’ora quale Chuck ti insegna a come finire il tuo lavoro e a finirlo rispettando i tempi. Lavoriamo 15 ore al giorno. Dobbiamo essere molto preparati e sapere quello che facciamo. Credo che probabilmente sia stato il migliore addestramento pratico che io abbiamo mai avuto.