Zac: life after Chuck

By in February 14, 2012 • Filed in: Interviste

Zachary Levi è stato intervistato qualche tempo fa, dopo il finale di serie da Made possible by Pop Culture. Nell’intervista l’attore parla del futuro dopo Chuck e del fandom, non ci sono spoiler sul finale! Buona Lettura!
Zachary Levi: Amo la tecnologia. Mi fa anche paura. Credo che i prossimi cinque anni saranno folli. E i cinque anni dopo ancora manderanno le persone fuori di testa. Ma mi appassiona tanto. E guardo la tecnologia in un sacco di modi, e a modo mio vedo delle possibilità per migliorarla o usarla in modi diversi specialmente per quanto riguarda l’intrattenimento. Quindi voglio impegnarmi di più in quel mondo e cominciare a sviluppare la tecnologia in sé. Hardware, software…

DanielleTBD: Stai considerando di sviluppare un web content tutto tuo o una serie originale?

Z.L.: Sì, ma non mi trovo d’accordo con molte persone su ciò che è realmente buono e ciò che non lo è. Credo che i network e gli studios si siano cimentati in webisodi e continuano a provare, e faccio loro l’applauso. Ma credo personalmente che lo stiano facendo nel modo sbagliato. Io non credo nell’efficacia di un webisodio da quattro minuti.

D: Ma se lo fai tu e ne sviluppi uno tuo, puoi fare quello che vuoi.

Z.L.: Certo, certo, certo, sì! Ed è una delle maggior ragioni per cui voglio farlo, perché voglio essere il primo esempio di ciò che ha successo online. Sai, credo che come esseri umani, diamo valore a qualcosa basandoci sul valore che ne ricaviamo. E se qualcuno ti offre qualcosa che non sembra avere abbastanza valore, perché dura solo quattro minuti, tu dici “Be’, grazie, ma no, grazie.” E come fai a seguire una storia così? È come andare da Starbucks, entri e c’è un campione gratuito di cui non hai idea di cosa sia; potresti volerlo e potresti non volerlo; non lo sai. Però poi guardi il menù e c’è una bevanda nuova di zecca da cinque dollari, ne sei subito intrigato, pensi “Che diavolo può essere questa cosa per costare cinque dollari, deve essere sensazionale!”

D: Giusto.

Z.L.: E, comunque, magari lo è; o forse non lo è. Forse non è la tazza di te che fa per te.

D: Ma vuoi provare.

Z.L.: Certo, assolutamente. E secondo me, grazie alla tecnologia prosumer, com’è oggi, quasi chiunque può girare qualsiasi cosa voglia, ovunque voglia; puoi editarlo da te; puoi davvero fare roba incredibile. E puoi farlo lungo di mezz’ora. Puoi farlo lungo di un’ora. E comunque, non 22 minuti con 8 minuti di pubblicità, ma una mezz’ora effettiva. Non 44 minuti, ehm…

D: … 16.

Z.L.: 16 minuti di pubblicità. La matematica, la matematica.

D: Sei in vacanza, va bene!

Z.L.: Ma un’ora effettiva. O comunque, un’ora e un minuto! O un’ora e due minuti! O 58 minuti! Ci sono alcuni obblighi televisivi, che non si applicano online. Specialmente se in effetti stai vendendo qualcosa. Dici, ehi, se vuoi che questo continui a esistere, lo devi comprare. E se nessuno lo compra, non continua a esistere. Ma se lo compri, rimane e secondo me uno dei principali – onestamente uno dei principali fattori in questa mia filosofia era ed è Chuck. È uno spettacolo che internazionalmente dieci milioni di persone guardano prudentemente. In tutto il mondo, non solo in America. Quindi diciamo che dieci milioni di persone in tutto il mondo lo guardano in una miriade di modi, scaricano, Hulu, Netflix. Per farla breve, credo davvero in questo modello e da sette anni a questa parte, ancora prima che facessi Chuck, ho tartassato i miei amici e chiunque mi ascoltasse con questa idea e poi ho visto la situazione capovolgersi lentamente e ho cominciato a pensare non sono pazzo! Non sono pazzo.

D: Ma ammettendo ciò; voglio dire, hai detto che vedi ciò che ti piace e ciò che non ti piace, quindi diciamo che stai sviluppando una serie per il web, come vorresti che fosse, perché avesse successo?

Z.L.: Onestamente, comincerei con il fare colpo sulla popolazione che consuma maggiormente online. E secondo me… cosa farei, vorrei fare un film o una serie in cui ci siamo io e Jared Padalecki e Nathan Fillion e Seth Green e…

D: Sì, cazzo, sì!

Z.L.: Ma comunque, noi ragazzi a Hollywood non siamo tenuti molto in considerazione.

D: No, ma ti dico che non importa, perché tutti lo comprerebbero.

Z.L.: Sì, ci credo!

D: Perché chiunque nella vostra tifoseria–

Z.L.: Esatto. Abbiamo tutte queste tifoserie e credo pienamente che nei prossimi cinque anni ci arriveremo… Ho parlato con Nathan e Seth del genere che stanno prendendo le mie idee. Ho parlato un po’ con Jared en passant. Ma sta facendo Supernatural e Nathan farà Castle per un po’. Io e Seth siamo entrambi… abbiamo parlato un sacco di conquistare il mondo. Mi piace ciò che sta realizzando e ciò che ha già realizzato con Robot Chicken e Stupid Monkey e sta andando anche molto bene s Youtube. Credo davvero che stiamo entrando in un’era dell’intrattenimento e della tecnologia in cui tutti possono fare il diavolo che vogliono. E aiuta molto se hai avuto o hai un seguito che Hollywood appoggia. Quindi continuerò a fare cose in stile Hollywood, lo voglio. Voglio fare film da studio, voglio lavorare con gente come Clint Eastwood George Clooney o cose del genere. Fino a quando non riuscirò a fare e vendere i miei prodotti non solo ai miei fan, ma a quelli di Jared e di Seth e di Nathan e di Felicia Day e a chiunque altro ci sia in quell’universo, nel quale collettivamente, ce ne sono milioni. Sai, milioni. E non solo questo, ma ciò che il social network ha reso possibile, è una forma di comunicazione e marketing che non è mai esistita prima, e che alcuni attori, alcune star, alcune celebrità non usano perché loro sono dei giganti. Ma credo che si lascino sfuggire delle opportunità. Perché cred che sia il modo migliore di comunicare ciò che vuoi e come ti senti e mantenere i contatti con i tuoi fan e tenerli carichi e entusiasti e fargli dare uno sguardo sulla tua vita…

D: Quindi stai dando un’occhiata ai pitch adesso? Per cominciare ora? Non che voglia farti anticipare niente ma…

Z.L.: Be’ no. Voglio dire, sì e no. Voglio dire, sinceramente, essendo stata una mia visione e un mio sogno per diverso tempo, stavo giusto aspettando che questo capitolo della mia vita si chiudesse. Ho un po’ di tempo per respirare, andare in vacanza, giocare ai video game, ché ne ho una tonnellata. E continuare a entrare in lizza per quanto riguarda Hollywood e i progetti e anche Broadway. Non si escludono a vicenda, voglio dire. Credo che sarebbe pazzo da parte mia dire “Bene, con questo ho chiuso, ora faccio quest’altro.” E’ come dire no, no, faccio tutti e due. O meglio, spero. E con la Nerd Machine, e continuare questo viaggio e continuare fiduciosamente a dare vita alla visione che ho non soltanto (ed è ciò da cui tutto questo è partito) in questa parte della conversazione. Voglio produrre contenuti online attraverso la Nerd Machine, ma la ragione per cui ho iniziato con le t-shirt e le felpe e altre cose è perché l’abbigliamento è…

D: Più facile? Più immediato?

Z.L.: Voglio dire, è di tasca mia. Almeno non spendo centinaia di migliaia di dollari a episodio. Ci metto un paio di migliaia di dollari per fare qualche t-shirt e venderle per riprenderci quei soldi. Piano piano. Ma il Nerd HQ che abbiamo portato l’anno scorso al Comic-Con è stato un successone e lo rifaremo l’anno prossimo, abbiamo già gli sponsor dell’anno scorso che vogliono essere coinvolti e auspicabilmente ci saranno più pannelli – raccoglieremo ancora più soldi per beneficienza. Faremo un fantastico meeting con la Microsoft tra qualche settimana e cercheremo di condividere le nostre idee con loro, sperando di accoglierli a bordo per alcune delle cose che vogliamo fare.

Le persone che ho sempre rispettato in questo business, e non solo nel business, ma nel mondo, sono persone che hanno visioni, sono persone che hanno diversa carne al fuoco e non hanno paura a correre il rischio per qualcosa di cui sono appassionati. E nota bene, recitare è sempre stata la mia passione numero uno, da quando ero un bambino, è quello che ho sempre fatto – quello che ho sempre voluto fare – ma da quando ho cominciato quel viaggio, mi sono velocemente reso conto che mi piacevano anche altri aspetti dell’intrattenimento, come scrivere o fare il regista.

D: Quindi, fondamentalmente, nei prossimi tre o cinque anni a venire conquisterai il mondo. O forse, non ti ci vorrà nemmeno tutto quel tempo.